Manutenzione

Le regole d’oro
Usare sempre prodotti di primissima qualità. La pelle di una scarpa è delicata; non ha bisogno di lucidi che coprano le pieghe, ma di creme che la nutrano e rallentino il processo di invecchiamento. I prodotti migliori sono inglesi o tedeschi a consistenza cremosa, perché la crema penetra più facilmente. I lucidi a pasta dura sono più indicati per la lucidatura vera e propria.
Usare sempre lucido del colore più vicino a quello delle scarpe, per non alterarlo. Evitare quello neutro, che tende a ingrigire la tomaia.
Usare spazzole e spazzolini di setola naturale, morbidi e con setole alte. Lucidano di più.
Usare le creme lucidanti con molta parsimonia. La patina lucida si ottiene facendo penetrare la crema nei pori della pelle, senza otturarli; un eccesso di grasso serve solo a non farla respirare. Una scarpa ben lucidata deve apparire brillante e trasparente. Evitare i liquidi coprenti e auto-lucidanti; possono accelerare il lavoro, ma rischiano di rovinare per sempre le scarpe, coprendole di crosta impermeabile che la fa seccare e si elimina con difficoltà.

La scatola dei lucidi
Un corredo di pulizia degno di questo nome, per curare al meglio le vostre scarpe, dovrà essere composto da:

  • uno spazzolino di setola o uno straccetto per distribuire uniformemente il lucido
  • una spazzola di setola
  • un panno per lucidare o, meglio, un guanto lucidante di lana sintetica per dare il tocco finale
  • un vasetto di lucido in crema
  • una scatola di lucido a pasta dura

Il tutto moltiplicato per ogni colore delle calzature. Non è un lusso inutile; è l’unico modo per non alterare quello originale sovrapponendogliene uno diverso.
Saranno poi necessari:

  • una gomma da matita
  • uno spazzolino o un fazzoletto di para
  • una boccetta di liquido indispensabile per togliere aloni di pioggia
  • un vasetto di prodotto per dar colore alle suole
  • una boccetta di liquido sgrassante

Quando pulirle
Le scarpe andrebbero pulite sempre dopo essere state calzate, al massimo entro il giorno successivo. Dopo 10-12 lucidature occorre sgrassarle. Per questo scopo esistono ottimi liquidi a base di trielina
Con uno straccetto imbevuto di uno di questi liquidi, ripassatele fino a togliere la patina, fatela riposare la notte, quindi lucidatele come se fossero nuove, suola compresa. Non dimenticate le scarpe vanno pulite solo quando sono ben asciutte.
Se quando le togliete sono umide, lasciatele asciugare sulla forma di legno, o imbottite di carta di giornale (la carta tiene le scarpe in forma mentre asciugano e assorbe una parte di umidità), a temperatura ambiente; evitate di metterle vicino a fonti di calore, o peggio sopra un calorifero: tenderanno a indurirsi e a screpolarsi. Se sono rimasti aloni d’acqua sulla tomaia, toglieteli con un liquido apposito usando una spugnetta e lasciatele asciugare sulla forma. Il giorno dopo potrete procedere alla lucidatura.

Come pulirle
È un’operazione che esige pazienza e dedizione, ma che darà risultati tanto più soddisfacenti e brillanti quanto più sarà stata fatta con cura.

  • Con una spazzola di setola piuttosto dura togliete lo sporco, sopra, sotto e nelle cuciture.
  • Se ci sono macchie residue, toglietele con una spugnetta inumidita e poco sapone neutro. Con uno spazzolino di setola naturale passate un po’ di lucido nei punti difficili (cuciture, bordini, ecc.). Togliete poi ogni eccesso.
  • Intingete uno straccetto appena appena umido di alcool nel lucido (un tocco e via) e passatelo su tutta la scarpa, muovendo la mano in senso rotatorio, ma senza premere.
  • Con una spazzola morbida iniziate a spazzolare, prima in un senso poi nell’altro.
  • Quando il lucido è ben steso, usando il palmo della mano “accarezzate” la scarpa fino a farla diventare trasparente come il vetro.
  • Fate un altro giro con la spazzola morbida.
  • Date una passata con il guanto lucidante o con il panno morbido per togliere eventuali aloni.

Cure particolari
Scarpe in cordovan
Lucidarle con un osso di corno. La tipica ingrassatura del cordovan riaffiorerà alla primitiva lucentezza.

Scarpe in vernice
Esistono appositi gel per la pulizia

Scarpe in camoscio o suede
Si puliscono con spazzolino morbido in para

Le scarpe nell’armadio
Ricordare che vanno sempre tenute in sacchetti di lana o cotone mai di plastica

La scarpiera
L’ideale è un mobile di legno leggero e poroso con antine fabbricate in paglia di Vienna che lasciano traspirare le scarpe. Poiché temono sia l’umidità sia un ambiente secco, la scarpiera andrebbe collocata in un locale umido, lontano da fonti dirette di calore.

Il tendiscarpe
Insieme alle cure quotidiane, è l’elemento indispensabile per la buona conservazione delle scarpe. Ne esistono di legno o di plastica, provvisti di molle o di un sistema di espansione a vite

Il calzascarpe
Di materiali nobili (il più pregiato ed esteticamente piacevole è il corno), di ferro o di plastica, non dovrebbero mai mancare nella scarpiera. Usatelo tutte le volte che vi infilate le scarpe. Eviterete di forzare lo sperone col calcagno e di abbassarlo, piegandolo su se stesso con antiestetiche conseguenze.

Scarpe in viaggio
Meglio non mescolare abiti e scarpe nella stessa valigia. Esistono in commercio bellissime borse in materiale lavabile che, una volta usate si possono ripiegare e riporre, occupando pochissimo spazio. Si aprono a quaderno e su ogni pagina sono creati degli scomparti in cui vanno sistemate una o due scarpe, debitamente infilate su un tendiscarpe.

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