Le operazioni di montaggio

La montatura.
E’ l’operazione vera e propria di assestamento della tomaia sulla forma, dove è già stato puntato e sagomato il sottopiede di cuoio. Tra fodera e tomaia vengono inseriti il rinforzo anteriore (cappellotto) quello posteriore (contrafforte). La scarpa viene lasciata così per alcuni giorni, durante i quali il cuoio si ritira, si tende, respira e si modifica a seconda della temperatura e dell’umidità dell’ambiente.

La suolettatura.
E’ l’affrancatura definitiva della tomaia sulla base della scarpa per mezzo di un centinaio di minuscoli chiodini, i groppini, distribuiti lungo tutto il profilo del piede. Seguono l’inserimento del cambrione nella parte più stretta del sottopiede tra il tacco e la pianta (per dare alla scarpa la necessaria rigidità e sorreggere bene il piede in questo punto), e della spianatura dalla punta all’attacco del cambrione.

L’applicazione della suola.
Dopo aver spalmato il sottopiede con una colla di caucciù lungo il bordo esterno, su una superficie non più larga di 1,5 cm per non otturare i pori della pelle con i collanti, il calzolaio applica ad esso la suola. Refila il bordo della suola e del guardolo e, col trincetto, incide tutt’attorno alla suola un solco a unghia, l’increna, entro cui, sollevato uno dei lembi, per fissare la suola al guardolo realizzerà una seconda cucitura con filo impeciato. Eseguitala, riabbassa, incollandolo, il labbro dell’increna per nasconderla totalmente, poi liscia e pressa quest’ultimo. Sulla superficie superiore del guardolo pratica quindi la marcatura, cioè quel tratteggio trasversale in corrispondenza dei punti, che gli conferisce il suo aspetto caratteristico.

La cucitura del guardolo.
Il guardolo è una striscia di cuoio morbido, accuratamente lavorato, dello spessore di 2,5 mm e di 15 mm di larghezza. Ha la funzione di reggere le cuciture che lo uniscono da una parta a tomaia e sottopiede, dall’altra alla suola, garantendo una perfetta impermeabilità e la possibilità di ulteriori suolature. Aiutandosi con una lesina e una setola di cinghiale che funge da ago, l’artigiano fissa il guardolo al sottopiede, con una cucitura a punto catenella eseguita con tre-sei fili di canapa o lino fortemente ritorti.
Per pareggiare il dislivello creato dall’applicazione del guardolo, applica al sottopiede una suoletta leggera mediante incollatura.

La costruzione del tacco.
Il tacco è costituito di vari strati di cuoio. II tacco viene completato dall’applicazione di un soprattacco sempre in cuoio. In una scarpa di classe il tacco non deve superare i 2,5 cm. Dopo queste operazioni si eliminano con il trincetto le eccedenze del cuoio su suola, guardolo e tacco. Poi il fondo viene completamente levigato a raspa, vetro e cartavetrata; infine, con una spugnetta umida si ripassa il cuoio del fondo per togliere ogni residuo di pulviscolo.

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