Le operazioni di finissaggio e i materiali

Le operazioni di finissaggio
Segue ora tutta una serie di operazioni di finitura (o finissaggio, per gli addetti ai lavori), indispensabili per dare alla scarpa l’aspetto definitivo. La finitura del fondo. Si comincia col tinteggiare il fondo, già preparato, con colori all’anilina e si lascia asciugare per circa un’ora.

La sformatura.
Dopo una decina di giorni la scarpa può essere estratta dalla forma di legno.

La lucidatura.
E’ l’operazione finale e conclusiva. Consiste nella pulizia e nella lucidatura manuale della tomaia e del fondo.

I materiali
La scarpa maschile, mostrando una preferenza per la tradizione e la praticità, si avvale esclusivamente o quasi di pelli animali, in prevalenza bovine: vitello, vacca, toro, bue, bufalo, zebù sono utilizzati sia per le suole sia per la tomaie. Particolarmente ricercati i vitelli, tanto più apprezzati quanta più sono giovani. I capretti forniscono tomaie ottime, il cavallo, meglio conosciuto come cordovan fornisce tomaie ricercatissime, e particolarmente apprezzati i pellami esotici ora molto in voga nei mercati emergenti.

Il fiore, cioè la parte migliore di una pelle, corrisponde al lato esterno del mantello ed è riservato alle calzature più preziose e alle parti più in vista di scarpe di buon livello. Per le fodere si utilizza soprattutto pelle di ovini. I calzolai più raffinati usano la morbida pelle di capra per la parte anteriore e il più costoso vitello per la parte posteriore: è più bello e ha il vantaggio di sostenere leggermente la scarpa.

La trasformazione delle pelli in prodotti imputrescibili è un processo lungo e delicato che si chiama concia.
La concia vegetale che è la più antica, è basata sull’impiego di estratti tannici di legni e cortecce. Un buon cuoio pesante da suola esige un minimo di 15-20 giorni di concia.
La concia al cromo permette di ottenere un cuoio più elastico di quello al vegetale, a parità di spessore flessibile e resistente allo strappo.
Con la concia all’olio, che prevede l’uso di olii animali, vengono trattate pelli di camoscio, daino, renna, antilope e, in loro sostituzione, di agnello, montone, vitello.

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