I modelli

Dalla fine dell’Ottocento a oggi la scarpa maschile non ha subito sostanziali mutamenti. Scomparse le ghette e le lunghe abbottonature, abbassata l’altezza dei gambali, essa si è codificata in una serie di modelli (pochi), di materiali e di colori.

Con i lacci
Francesina. E’ senza dubbio il modello più semplice, caratterizzato dal fatto di avere la mascherina cucita sopra i gambetti. Il termine Francesina è una scelta da puristi; in genere, il modello è conosciuto come Oxford, dal nome della città universitaria inglese, dove venne adottato dagli studenti, rampolli delle migliori famiglie inglesi.
Il modello può essere liscio o decorato con il classico fiore in punta e bande ricamate a fori in punta. Quando la banda decorata a fori non taglia trasversalmente la punta (puntale diritto), ma segue il caratteristico profileo detto a coda di rondine (puntina al centro della mascherina, che si abbassa verso le dita e poi risale con una curva seguendo la linea del piede, fino alla cava, cioé la parte più stretta), allora il modello viene anche denominato Duilio.
I modelli traforati sono sempre di tono sportivo, più o meno secondo la quantità di decorazioni. Gli inglesi chiamano brogue il modello più sportivo e pesante, nato a imitazione delle pesanti calzature dei contadini irlandesi che praticavano buchi nella tomaia per far uscire l’acqua di cui si inzuppavano, camminando sull’umidissimo suolo dell’isola.
Balmoral. È una variante del modello Francesina, detta anche a mascherina girata: anziché terminate con una curva, la mascherina si prolunga fino a raggiungere il calcagno, con un sormonto che corre lungo tutto il gambetto.
Derby. È l’altro modello classico di scarpa stringata; prende il nome del conte di Derby che la lanciò alla fine del Settecento. È l’esatto contrario della Francesina, perché i gambetti sono cuciti sopra la mascherina, che fa corpo unico con la linguetta. Anche la Derby viene realizzata sia nella versione liscia sia in quella decorata e, a seconda della scelta.
I modelli Derby, tuttavia, hanno in genere un tono più sportivo. Esiste pure una variante Derby senza stringhe, con allacciatura laterale a fibbia, molto elegante.

Senza lacci
Mocassino. Prende il nome della calzatura in pelle di daino degli indiani del Nord America, formata da una suola in pelle flessibilissima che si alzava sui fianchi fasciando lateralmente il piede. Il vero Mocassino o Mocassino tubolare è costituito da una parte di pelle che fascia tutto il piede dal disotto, lasciando scoperta la parte centrale dove verrà cucito lo specchietto o vaschetta, mentre nel Mocassino montato, il più diffuso, la tomaia è normalmente fissata al sottopiede.
Pantofola. Può avere un inserto bilaterale in materiale elastico per facilitare l’introduzione del piede; può non presentare alcun inserto e in tal caso la mascherina è tagliata in modo da sormontare maggiormente il collo del piede, per racchiuderlo meglio.

Scarpe alte
Polacchetto. Derivato dal Balmoral. È alto fino alla caviglia e allacciato con stringhe che passano entro alcune paia di occhielli.
Gambaletto. Copre completamente la caviglia ed è allacciato con occhielli e ganci. Quando l’allacciatura è sostituita da un inserto bilaterale in tessuto elastico, per consentire al piede di entrare più facilmente, viene detto Brocchino.
Stivialetto. Normalmente calzatura da caccia, è alto fino a circa metà polpaccio, con allacciatura a occhielli e ganci.
Stivale da equitazione. Completamente privo di allacciatura, ha la parte che fascia la gamba realizzata in cuoio rigido.

Una scarpa ben riuscita nasce dall’armoniosa fusione di più elementi: modello, materiale, colore. Non esiste il modello elegante o sportivo tout court; esistono modelli che, secondo il materiale, il colore, la decorazione, possono passare dallo stile più sportivo a quello più raffinato.

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